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Esportazione di integratori alimentari in Cina: quadro normativo e contesto regolatorio

Esportazione di integratori alimentari in Cina

Quadro normativo e contesto regolatorio

L’esportazione di integratori alimentari in Cina rappresenta una delle opportunità più interessanti – e al tempo stesso più complesse – per le aziende europee del settore nutraceutico. Il mercato cinese mostra una crescita costante nella domanda di prodotti legati al benessere, alla prevenzione e al supporto delle funzioni fisiologiche, spinta dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento del reddito medio e da una maggiore attenzione alla salute. Tuttavia, la Cina applica un sistema normativo estremamente rigoroso, centralizzato e fortemente orientato alla tutela del consumatore, nel quale la distinzione tra alimento, integratore e farmaco è tracciata in modo netto.  Comprendere questo quadro è essenziale per evitare errori di posizionamento che possono tradursi in blocchi doganali, ritardi nell’importazione o investimenti regolatori non pianificati.

Dal punto di vista normativo, gli integratori alimentari rientrano nella categoria dei cosiddetti “health food” o “nutrient supplements”, regolati principalmente dalla General Administration of Customs of the People’s Republic of China (GACC), dalla National Medical Products Administration (NMPA) e dalla State Administration for Market Regulation (SAMR). A partire dal 1° gennaio 2022, con l’entrata in vigore dei Decreti GACC n. 248 e n. 249, la Cina ha introdotto l’obbligo generalizzato di registrazione degli stabilimenti esteri che esportano alimenti confezionati, inclusi gli integratori alimentari. Questo significa che nessun prodotto può essere legalmente importato se lo stabilimento produttivo non è preventivamente registrato presso GACC. Anche nel caso di integratori considerati a “basso rischio”, la registrazione dello stabilimento è un prerequisito assoluto e indipendente dalla successiva procedura di filing o registrazione del prodotto. Per ulteriori informazioni circa la registrazione GACC vi suggeriamo di consultare questa pagina.

Questo primo livello di compliance, spesso sottovalutato, è in realtà la base su cui si costruisce l’intera strategia di ingresso nel mercato cinese degli integratori alimentari.

Filing o registrazione NMPA: come esportare legalmente integratori alimentari in Cina

Una volta completata la registrazione dello stabilimento presso GACC, l’azienda deve affrontare il nodo centrale dell’esportazione di integratori alimentari in Cina: la procedura di filing o di registrazione del prodotto presso la NMPA. In Cina, gli integratori non sono trattati come semplici alimenti, ma come prodotti funzionali che interagiscono con le funzioni fisiologiche dell’organismo. Per questo motivo, non è ammessa l’importazione e la commercializzazione libera senza una preventiva approvazione del prodotto. La procedura applicabile dipende dalla composizione dell’integratore, dagli ingredienti utilizzati e dai claim che si intendono comunicare al consumatore.

Procedura di filing

 Gli integratori che si limitano a supplementare vitamine, minerali o altri nutrienti presenti nella directory ufficiale delle materie prime approvate come “health food” possono accedere alla procedura di filing. Il filing è una modalità semplificata rispetto alla registrazione completa, ma resta comunque un processo strutturato e documentale che deve essere completato prima dell’importazione. Il filing può essere effettuato esclusivamente tramite un soggetto con sede legale in Cina che si assume la responsabilità del prodotto sul mercato. Le tempistiche medie per il filing possono allungarsi fino a 12 mesi.

Registrazione completa

Quando invece un integratore contiene ingredienti non presenti nella directory ufficiale, oppure quando i claim funzionali dichiarati vanno oltre quelli ammessi, la Cina richiede la registrazione completa. Questa procedura è significativamente più onerosa e comporta un livello di scrutinio molto più elevato da parte della NMPA. In questi casi, non è sufficiente dimostrare la sicurezza del prodotto, ma è necessario fornire anche evidenze scientifiche sull’efficacia della funzione dichiarata. A seconda del tipo di integratore e del claim, possono essere richiesti test tossicologici avanzati, studi di stabilità, test di funzionalità e, in alcuni casi, trial. La registrazione completa comporta costi elevati e tempi che possono superare abbondantemente l’anno, motivo per cui deve essere valutata con attenzione all’interno di una strategia di lungo periodo.

Dal punto di vista pratico, la classificazione normativa di un integratore alimentare in Cina segue una logica chiara:

  • integratori che utilizzano ingredienti ammessi e claim standard → filing presso NMPA;

  • integratori con ingredienti non presenti nella directory o claim funzionali non standard → registrazione completa;

  • qualsiasi prodotto presentato come “health food” senza filing o registrazione → non importabile legalmente.

Etichettatura degli integratori alimentari in Cina

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L’etichettatura è uno degli aspetti più critici dell’esportazione di integratori alimentari in Cina ed è spesso la principale causa di non conformità, respingimenti in dogana o sanzioni amministrative. Nel marzo 2025, la SAMR ha pubblicato le misure definitive per la gestione e supervisione dell’etichettatura alimentare, consolidate nello standard GB 28050, che rafforzano ulteriormente i requisiti già previsti per gli health food importati. Per gli integratori alimentari, l’etichetta in lingua cinese mandarino deve essere stampata direttamente sulla confezione minima di vendita. 

Sono previsti requisiti specifici sull’altezza minima dei caratteri, sulla proporzione tra altezza e larghezza del font e sul contrasto cromatico delle informazioni obbligatorie. L’etichetta deve includere tutte le informazioni richieste dalla normativa cinese per gli integratori alimentari, inclusi ingredienti, composizione nutrizionale, modalità di assunzione, dosaggio giornaliero consigliato e massimo, dati completi del produttore e numero di registrazione GACC.

Nel caso specifico degli integratori alimentari, diventano obbligatorie anche una serie di diciture e avvertenze standardizzate, che non possono essere omesse o modificate. Tra queste rientrano l’indicazione esplicita che il prodotto è un “nutrient supplement”, le avvertenze relative a soggetti a rischio. 

Claim

Un aspetto particolarmente delicato riguarda i claim nutrizionali e salutistici. In Cina, ogni integratore può riportare al massimo due claim tra quelli ufficialmente ammessi. I claim non possono in alcun modo suggerire cura, trattamento o prevenzione di malattie, ma solo il supporto o il miglioramento di una funzione fisiologica. Anche le immagini e il naming del prodotto sono oggetto di valutazione da parte delle autorità: riferimenti visivi a dimagrimento, ringiovanimento, miglioramenti estetici evidenti o effetti terapeutici impliciti possono portare alla riclassificazione del prodotto e alla richiesta di una procedura regolatoria più complessa. 

È inoltre fondamentale tenere presente che alcune certificazioni europee, come il biologico, non sono riconosciute automaticamente in Cina. La Cina dispone di un proprio sistema di certificazione biologica secondo lo standard GB/T 19630, e la sola indicazione della certificazione europea non consente di commercializzare legalmente un integratore come “biologico” sul mercato cinese.

Strategia di ingresso per gli integratori alimentari nel mercato cinese

Dal punto di vista strategico, l’esportazione di integratori alimentari in Cina non dovrebbe mai essere affrontata come un semplice adattamento normativo di un prodotto già esistente. Al contrario, richiede una pianificazione integrata che tenga conto di regolamentazione, posizionamento di mercato, sostenibilità dei costi e tempi di ritorno dell’investimento. Una delle principali criticità per le aziende europee è la tendenza a progettare l’integratore secondo logiche occidentali, per poi scoprire che ingredienti, claim o modalità di comunicazione non sono compatibili con il sistema cinese. Questo approccio porta spesso a ritardi, riformulazioni forzate o alla necessità di ripetere filing e registrazioni già avviate.

Una strategia efficace prevede di definire fin dall’inizio se l’integratore deve essere posizionato come semplice supplemento di nutrienti o come prodotto funzionale con claim specifici o come alimento generico. Nel primo caso, il filing rappresenta una soluzione equilibrata tra accesso al mercato e livello di investimento; nel secondo, la registrazione completa deve essere considerata solo se il potenziale commerciale giustifica tempi e costi più elevati. 

L’esportazione di integratori alimentari in Cina significa operare in uno dei contesti regolatori più complessi al mondo, ma anche in uno dei mercati con il maggiore potenziale di crescita. Un export manager o un consulente specializzato deve essere in grado di guidare l’azienda nella scelta corretta tra filing e registrazione, nella progettazione di un’etichetta conforme e nella definizione di una strategia di ingresso che minimizzi i rischi e massimizzi il ritorno sull’investimento. Affrontare il mercato cinese con un approccio strutturato e consapevole consente di trasformare la compliance normativa da ostacolo a vero vantaggio competitivo.

Autrice: Ambra Quadri

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