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Temporary Export Manager o agente di commercio?

Temporary Export Manager o agente di commercio?

Quale figura serve davvero alla tua azienda per crescere all'estero?

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Quando un’azienda italiana decide di sviluppare le vendite internazionali, una delle prime domande riguarda la figura professionale a cui affidare il progetto.

Meglio cercare un agente di commercio che lavori a provvigione oppure affidarsi a un Temporary Export Manager?

La risposta dipende dagli obiettivi dell’impresa, dal livello di organizzazione commerciale già raggiunto e dalle risorse disponibili. Le due figure possono contribuire allo sviluppo internazionale, ma non rispondono necessariamente allo stesso bisogno.

L’agente commerciale è generalmente orientato alla promozione e alla conclusione degli affari nell’ambito del proprio mandato. Il Temporary Export Manager può invece affiancare l’impresa nella costruzione e nella gestione di un percorso di sviluppo export, dalla strategia alle attività commerciali operative.

Comprendere questa differenza aiuta a scegliere il servizio più adatto, evitando di investire in una soluzione che non risponde alle reali esigenze dell’azienda.

Che cosa fa un agente di commercio?

L’agente di commercio è un professionista che promuove stabilmente la conclusione di contratti per conto di una o più imprese, secondo le condizioni del proprio mandato. Nel contesto internazionale può contribuire a sviluppare le vendite, mantenere i rapporti con i clienti, individuare nuove opportunità commerciali e rappresentare i prodotti dell’azienda nel territorio assegnato.

La sua remunerazione può prevedere provvigioni sulle operazioni commerciali, secondo quanto concordato contrattualmente.

Un agente competente e ben inserito nel mercato può essere una risorsa preziosa per un’impresa che dispone già di:

  • un prodotto validato e competitivo;

  • una chiara proposta commerciale;

  • un mercato target definito;

  • prezzi, condizioni di vendita e margini sostenibili;

  • materiali commerciali e strumenti adeguati;

  • capacità produttiva e organizzativa per gestire nuovi ordini.

In queste condizioni, l’agente può contribuire a trasformare un’opportunità commerciale in vendite.

Il punto è che, se l’azienda non ha ancora definito quali mercati affrontare, quali clienti cercare e come posizionare il proprio prodotto, la sola ricerca di un agente potrebbe non essere sufficiente.

Che cosa fa un Temporary Export Manager?

Il Temporary Export Manager, o TEM, è un professionista che affianca temporaneamente l’impresa nello sviluppo dell’internazionalizzazione, con un incarico definito in funzione delle esigenze aziendali.

Il suo contributo non si limita necessariamente alla ricerca di clienti. Può comprendere la valutazione della preparazione dell’impresa all’export, la selezione dei mercati, la pianificazione strategica, l’organizzazione delle attività commerciali e lo sviluppo operativo delle opportunità.

L’obiettivo è rendere il percorso di internazionalizzazione più strutturato, misurabile e coerente con le risorse dell’azienda.

A seconda del progetto, il lavoro può includere:

Analisi e check-up aziendale

Valutazione dei prodotti, della competitività, dei margini, della capacità produttiva, delle risorse interne e degli eventuali ostacoli all’ingresso nei mercati esteri.

Ricerca e selezione dei mercati

Analisi delle opportunità commerciali, della concorrenza, dei canali distributivi e delle caratteristiche dei potenziali clienti.

Business Export Plan

Definizione delle priorità geografiche, degli obiettivi, delle risorse necessarie, delle tempistiche e degli indicatori per monitorare il progetto.

Pianificazione delle attività di marketing e vendita

Organizzazione delle azioni commerciali, dei materiali di supporto, delle campagne di contatto e delle attività necessarie per raggiungere distributori, importatori e buyer.

Sviluppo commerciale operativo

Ricerca e qualificazione dei contatti, outreach attraverso LinkedIn ed email, telefonate commerciali, follow-up e gestione della pipeline, secondo il perimetro concordato.

Monitoraggio e miglioramento

Analisi dei risultati, valutazione delle risposte del mercato e adattamento delle attività sulla base delle opportunità effettivamente emerse.

Il TEM può quindi contribuire sia alla definizione della strategia sia alla sua realizzazione operativa.

Le differenze principali tra Temporary Export Manager e agente commerciale

Le due figure non sono necessariamente alternative. Possono rispondere a esigenze diverse e, in alcuni casi, lavorare in modo complementare.

AspettoAgente di commercioTemporary Export Manager
Obiettivo principalePromozione e sviluppo delle vendite nell’ambito del mandatoSviluppo e gestione del progetto export
Strategia internazionaleNon necessariamente inclusaPuò essere parte centrale dell’incarico
Analisi dei mercatiDipende dal mandato e dal professionistaPuò includere ricerca e selezione dei mercati prioritari
Ricerca clientiSì, secondo il mandatoPuò includere ricerca, qualificazione e sviluppo dei contatti
Organizzazione del processo exportNon necessariamente inclusaPuò comprendere procedure, pipeline, KPI e pianificazione
RemunerazioneSpesso provvigionale, ma dipende dagli accordiSpesso basata su un compenso fisso, eventualmente integrato da una componente variabile
Risultato attesoSviluppo degli affari e delle vendite

Costruzione e attuazione di un percorso di sviluppo internazionale

La distinzione non è assoluta: un agente può offrire un contributo strategico importante e un TEM può svolgere direttamente attività di vendita. La differenza fondamentale è il perimetro dell’incarico, il livello di responsabilità e il tipo di risultato che l’azienda si aspetta di acquistare.

Perché lavorare esclusivamente a provvigione non è sempre la soluzione migliore

Quando un’impresa cerca un collaboratore per l’export, è comprensibile che desideri collegare il costo ai risultati commerciali. Una remunerazione esclusivamente provvigionale può sembrare particolarmente conveniente perché non richiede un compenso fisso per le attività svolte prima della vendita.

Tuttavia, occorre considerare un aspetto: lo sviluppo commerciale internazionale richiede spesso un lavoro preliminare che non genera immediatamente ordini. Prima di concludere una vendita possono essere necessari:

  • analisi e selezione dei mercati;

  • individuazione dei segmenti di clientela;

  • definizione del posizionamento e dell’offerta;

  • ricerca e qualificazione dei potenziali partner;

  • preparazione dei materiali commerciali;

  • contatti iniziali, follow-up e negoziazioni;

  • verifiche tecniche, normative e logistiche.

Una parte di queste attività produce valore anche quando non si conclude subito una vendita: aiuta a capire quali opportunità sono realistiche, quali interlocutori meritano attenzione e quali aspetti dell’offerta devono essere migliorati.

Questo non significa che un compenso fisso garantisca il successo dell’export. Significa che un progetto professionale deve remunerare in modo coerente il lavoro concordato, mentre i risultati commerciali vanno misurati tenendo conto anche delle variabili che dipendono dall’impresa e dal mercato. Per questo, in un incarico di temporary export management, una formula che combina compenso fisso e componente variabile può allineare il lavoro svolto con gli obiettivi commerciali.

Quanto costa un Temporary Export Manager?

Non esiste un prezzo unico valido per ogni progetto. Il costo dipende da diversi fattori:

  • dimensione e complessità dell’impresa;

  • numero di mercati da sviluppare;

  • tipologia e numero di prodotti;

  • livello di preparazione dell’azienda all’export;

  • intensità delle attività operative;

  • durata e responsabilità dell’incarico;

  • eventuale necessità di coordinare risorse interne o partner esterni.

Un progetto che prevede soltanto un numero limitato di ore di supporto commerciale non può essere confrontato con un incarico che comprende check-up aziendale, analisi di mercato, pianificazione strategica e sviluppo commerciale continuativo. Per valutare correttamente una proposta, l’azienda dovrebbe chiedere quali attività sono incluse, quali deliverable verranno prodotti, quanto tempo sarà dedicato al progetto e con quali indicatori saranno monitorati i progressi.

Il prezzo va quindi valutato rispetto al perimetro e al valore del lavoro, non soltanto confrontando il costo fisso con la provvigione richiesta da un agente.

Quando scegliere un agente e quando un TEM?

La scelta può diventare più semplice partendo dalla situazione attuale dell’azienda.

Un agente commerciale potrebbe essere la scelta giusta se:

  • il mercato target è già stato individuato;

  • il prodotto è pronto per essere venduto;

  • l’offerta commerciale è definita;

  • esistono margini e capacità produttiva adeguati;

  • la necessità principale è sviluppare le vendite attraverso una rete commerciale.

Un Temporary Export Manager potrebbe essere più adatto se:

  • l’azienda vuole iniziare a esportare ma non sa da quali mercati partire;

  • ha già tentato di vendere all’estero senza un metodo strutturato;

  • non dispone di una funzione export interna;

  • ha bisogno di coordinare strategia, marketing e sviluppo commerciale;

  • desidera organizzare le attività e monitorare le opportunità in modo sistematico;

  • vuole costruire competenze e procedure che possano essere consolidate nel tempo.

Naturalmente, prima di avviare il progetto è importante verificare che l’impresa abbia prodotti competitivi, risorse adeguate e disponibilità a investire nello sviluppo internazionale.

Non tutte le aziende sono pronte a esportare subito. Una valutazione preliminare può aiutare a individuare gli ostacoli da risolvere prima di avviare una campagna commerciale.

Sell Abroad: dalla strategia allo sviluppo commerciale operativo

I Temporary Export Manager di Sell Abroad affiancano le PMI italiane che vogliono sviluppare i mercati internazionali con un percorso che unisce analisi, pianificazione e attività commerciali.

Il lavoro può iniziare da un check-up aziendale e dalla valutazione del potenziale export, per poi proseguire con l’analisi dei mercati, il Business Export Plan, la pianificazione delle attività e lo sviluppo commerciale attraverso i canali più adatti.

L’approccio è operativo: la strategia deve tradursi in azioni, priorità, contatti qualificati e opportunità monitorabili. L’obiettivo è aiutare l’azienda a costruire un processo di sviluppo internazionale più strutturato, evitando di affidare l’intero percorso alla ricerca occasionale di clienti.

Agente di commercio e Temporary Export Manager possono entrambi contribuire allo sviluppo dell’export, ma rispondono a esigenze differenti.

Se la tua azienda ha già una strategia commerciale chiara e cerca una figura per sviluppare le vendite, un agente può essere la soluzione appropriata.

Se invece hai bisogno di individuare i mercati più promettenti, definire una strategia, organizzare le attività e sviluppare operativamente il processo commerciale, potrebbe essere utile valutare un incarico di temporary export management.

Autrice: Ambra Quadri

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