Export Agroalimentare: Perché puntare su TUTTOFOOD 2026
L’edizione di TUTTOFOOD 2026 non è stata solo una fiera, ma una vera e propria dichiarazione di forza per l’intero sistema agroalimentare italiano. Dopo aver partecipato personalmente all’evento, possiamo affermare senza esitazione che ci troviamo di fronte a una delle edizioni più interessanti e concrete di sempre. Per le PMI italiane che guardano ai mercati esteri, questa manifestazione è diventata ufficialmente “the place to be”, l’hub globale dove la domanda internazionale incontra l’eccellenza produttiva del nostro Paese.
Un’Edizione TuttoFood 2026 da Record: I Numeri della Crescita
“Partiamo dalla situazione geopolitica che sicuramente non dà sicurezza; abbiamo di sicuro riscontrato però positività e volontà di lavorare, il mercato si è rallentato ma non fermato; il business c’è ed è soprattutto molto buono”. Nonostante la concomitanza di Eurocucina e Eurobagno abbiano spinto le presenze a un +4,5% rispetto al 2025, Catia sottolinea che “più dei numeri conta la qualità delle visite e per questo siamo soddisfatti”.
I dati ufficiali confermano la percezione avuta camminando tra i padiglioni: TUTTOFOOD 2026 ha registrato 123.000 presenze totali in soli quattro giorni, segnando un incremento del 30% rispetto all’edizione precedente. Questo successo non è casuale, ma è il frutto di un’alleanza strategica tra Fiere di Parma e Fiera Milano, con il supporto internazionale di Koelnmesse (gli organizzatori di Anuga).
Ecco i pilastri di questo successo:
- Superficie Espositiva: 82.000 metri quadrati netti (+15% rispetto al passato), tutti sold out.
- Brand Presenti: Oltre 5.000 marchi, di cui circa il 30% provenienti dall’estero.
- Buyer Profilati: 4.000 top buyer internazionali selezionati attraverso un investimento di 6 milioni di euro per l’incoming.
Questi numeri indicano che l’Italia è riuscita finalmente a creare una fiera globale sul food di dimensioni paragonabili ai giganti storici del settore come SIAL o Anuga, permettendo al Made in Italy di “giocare in casa” ogni anno grazie all’alternanza strategica con Cibus.
Oltre l'Europa: La Carica dei Mercati Extra-UE
Uno degli aspetti più sorprendenti di questa edizione è stata la massiccia presenza di operatori provenienti da aree geografiche lontane. Su 27.000 presenze internazionali, abbiamo riscontrato un interesse senza precedenti da parte di mercati come la Cina (incluso Hong Kong) e il Giappone, confermando che l’Asia vede nell’Italia il benchmark qualitativo per il settore gourmet e premium.
Durante la fiera, la nostra attività di networking ci ha portato a confrontarci con le prospettive dei buyer. Le loro testimonianze sono fondamentali per capire dove sta andando il mercato:
- Nord America (Sysco): Il colosso americano Sysco (84 miliardi di dollari di fatturato) ha confermato che negli USA il food italiano non è più considerato un prodotto “etnico”, ma è diventato mainstream. I dazi e le tariffe passano in secondo piano rispetto alla sicurezza della supply chain e alla tracciabilità.
- Corea del Sud (Coupang): Definita l’Amazon della Corea, Coupang cerca prodotti autentici come olio d’oliva e pasta per soddisfare un consumatore urbano sempre più sofisticato. La loro presenza a TUTTOFOOD è finalizzata a creare relazioni dirette con le aziende per supportarle nello sviluppo commerciale in Asia.
- Hong Kong e Taiwan (City Super Group): Per questo gruppo retail high-end, l’Italia è oggi il principale mercato di sourcing. Cercano soprattutto aziende a gestione familiare e produzioni artigianali ad alta specializzazione, come creme di pistacchio e aceto balsamico premium.
- Sud America (Cencosud): I consumatori latinoamericani sono sempre più curiosi e aperti alle novità. Cencosud vede nell’Italia il riferimento europeo per l’innovazione alimentare.
- Medio Oriente (Spinneys): Nei paesi del Golfo, il trend più forte è quello del biologico e del private label di alta qualità. Il Made in Italy è privilegiato per la semplicità logistica e la reputazione di eccellenza.





Il Valore degli Incontri "Vis-à-Vis"
Durante la nostra visita, abbiamo avuto il piacere di incontrare diversi distributori europei con i quali avevamo già trattative in corso o collaborazioni consolidate. In un mondo sempre più digitalizzato, TUTTOFOOD si conferma lo spazio fisico ideale per cementare la fiducia.
Abbiamo riscontrato come buyer di mercati vicini, ad esempio la Francia con Promocash (Gruppo Carrefour) e la Spagna con Family Cash, considerino l’Italia un riferimento imprescindibile: basti pensare che il 70% del loro business ristorativo ruota attorno a prodotti italiani. Poter discutere di nuovi listini, logistica o espansione di gamma davanti a un prodotto reale ha un valore che nessuna videochiamata può sostituire.
Sebbene la visita ci abbia permesso di gestire appuntamenti strategici, l’efficacia di uno stand è nettamente superiore. Ecco i motivi tecnici e strategici per cui ogni PMI dovrebbe pianificare la propria presenza come espositore per la prossima edizione:
La Potenza del Product Sampling
Nel settore agroalimentare, il gusto è l’argomento di vendita definitivo che giustifica magari anche il prezzo. Uno stand permette di far provare il prodotto nel modo corretto, curando il servizio e la presentazione. I buyer internazionali, come sottolineato dai rappresentanti di City Super Group e Promocash, utilizzano la fiera proprio per testare e selezionare nuove linee da importare.
Business Matching e Piattaforma Online
TUTTOFOOD mette a disposizione una piattaforma di business matching estremamente avanzata. Essere espositori significa poter profilare i buyer e prenotare appuntamenti mirati settimane prima dell’inizio della fiera. Questo trasforma i quattro giorni di evento in un’agenda fitta di opportunità concrete, ottimizzando ogni minuto investito.
Visibilità e Posizionamento
Essere presenti in fiera significa far parte del “catalogo mondiale” del food. I top buyer non cercano solo i grandi gruppi, ma vanno a caccia di quella distintività e autenticità che solo le PMI italiane sanno offrire. Uno stand ben posizionato all’interno dei percorsi tematici (come TuttoBio, Mixology o Italian Specialty Selection) permette di intercettare buyer specializzati che altrimenti non scoprirebbero mai la tua realtà.
Innovazione e Futuro
TUTTOFOOD è diventata il luogo dove la prossima generazione di innovatori trova mercato. Partecipare come espositori permette di competere per premi prestigiosi come il Better Future Award, che dà una visibilità internazionale straordinaria ai prodotti che puntano su innovazione e sostenibilità.
Il Contesto Economico del TuttoFood 2026
Nonostante le tensioni geopolitiche globali, il food si conferma il comparto più solido dell’economia italiana. Nel 2025, l’export agroalimentare ha raggiunto la cifra record di 72,4 miliardi di euro, con una crescita del 4,9%. L’industria alimentare nazionale ha toccato un fatturato di 204 miliardi di euro.
Questi dati non sono solo statistiche: rappresentano una domanda globale di “Italia” che non accenna a diminuire. I mercati internazionali, dalla Francia agli Stati Uniti, dalla Corea al Cile, considerano i prodotti italiani come non sostituibili. Olio d’oliva, pasta, farine, conserve e dolciari sono ormai elementi strutturali dell’offerta Horeca e retail mondiale.
Verso il TuttoFood 2028
TUTTOFOOD 2026 ha dimostrato che le fiere oggi non sono più semplici vetrine di prodotti, ma luoghi dove si costruiscono mercati e si trasforma la reputazione in risultati economici tangibili.
Per una PMI italiana, partecipare a questo evento è un investimento sul futuro. La combinazione tra la qualità delle nostre materie prime e l’organizzazione di un hub globale come quello di Milano offre un vantaggio competitivo unico. Se la tua azienda punta all’export, il consiglio da Temporary Export Manager è di iniziare a pianificare fin da ora la presenza per la prossima edizione (8-11 maggio 2028), sfruttando tutti gli strumenti digitali e fisici che la fiera mette a disposizione per connettersi con il mondo.
Noi di Sell Abroad continueremo a monitorare questi trend e a supportare le aziende italiane nel loro percorso di internazionalizzazione. Il Made in Italy non è solo “heritage”, è un elemento vivo, contemporaneo e richiesto ovunque: è ora di portarlo sugli scaffali di tutto il mondo.
Autrice: Ambra Quadri
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