Vicenzaoro Settembre 2026: Conviene Ancora Partecipare?
Analisi e impressioni dal desk: il racconto di Elena Annibali, Temporary Export Manager, in fiera con un cliente
VicenzaOro Settembre 2026 si è chiusa con numeri positivi. Secondo i dati diffusi da ItalianExhibition Group, le presenze complessive sono cresciute del 4% rispetto a settembre 2025, mentre quelle internazionali sono aumentate del 9%. I Paesi rappresentati sono stati 136, con 1.300 brand espositori e 910 buyer ospitati attraverso il programma di incoming realizzato con MAECI e ICE Agenzia.
Sono numeri importanti, soprattutto per una manifestazione che sta investendo molto sulla propria dimensione internazionale e che quest’anno ha inaugurato il nuovo Padiglione 2, riunendo sotto lo stesso tetto anche T.Gold e una parte più ampia della filiera.
Eppure, dopo cinque giorni passati in fiera come TEM, la mia sensazione è meno lineare di quanto suggeriscano le percentuali. Non perché VicenzaOro non funzioni. Al contrario: funziona molto bene quando si arriva preparati a farla funzionare. È una distinzione che, parlando con le aziende, secondo me vale la pena fare.
Nei giorni della manifestazione ho avuto più volte l’impressione che i flussi fossero meno intensi di quanto ci si aspetterebbe da una fiera che chiude con il segno più e questa percezione l’ho avuta anche già a gennaio.
Ed è proprio qui che, secondo me, sta la questione, cioè che non basta più semplicemente essere in fiera, serve anche organizzarla prima.
La Costruzione della Presenza a VicenzaOro
Da alcuni anni accompagniamo PMI a VicenzaOro e conosciamo ormai bene la manifestazione, i suoi tempi e il tipo di lavoro che richiede.
Prima della manifestazione avevamo lavorato sulla preparazione: clienti da incontrare, contatti da riattivare, appuntamenti, mercati da sviluppare, comunicazione social, web e obiettivi concreti. Sembra banale, ma non lo è, perché se a fine manifestazione la domanda diventa “Com’è andata la fiera”, la risposta non può essere soltanto nel numero di persone passate davanti allo stand.
VicenzaOro mette insieme 1.300 brand provenienti da 40 Paesi. La quota estera dell’offerta ha raggiunto il 45% e il programma di incoming ha portato 910 buyer ospitati da 73 Paesi.
In un contesto del genere, essere presenti non è più sufficiente. Anzi, più cresce l’offerta, più diventa difficile essere ricordati e la differenza la fa il motivo per cui qualcuno dovrebbe venire da te. Per questo, la domanda corretta da porsi a fine fiera è: Chi è venuto al nostro stand e perché? Quindi – per analogia – la domanda da porsi PRIMA della fiera diventa: perché un buyer dovrebbe cercare proprio me tra centinaia di aziende?
Se la risposta è chiara, la fiera può diventare uno strumento commerciale straordinario. Invece, se la risposta è “perché abbiamo dei bei prodotti”, probabilmente questo non basta.
Serve una proposta riconoscibile, una specializzazione, una capacità produttiva particolare, un posizionamento, un messaggio chiaro sia per i partner di lungo periodo che per i nuovi prospetti, affinché il brand possa occupare uno spazio nella loro testa e rimanerci.
Non necessariamente, e non più, qualcosa di completamente nuovo – sono finiti i tempi delle novità a tutti i costi: piuttosto, serve qualcosa che abbia un motivo preciso per essere scelto.
Per raccogliere i frutti ci vogliono almeno 2-3 anni
C’è poi un altro aspetto che spesso viene sottovalutato: il tempo.
L’azienda che seguo è da alcuni anni a VicenzaOro, non moltissimi. Nel frattempo ha cambiato padiglione, aumentato la propria visibilità e costruito progressivamente una rete di contatti.
Quest’anno abbiamo iniziato a vedere un effetto molto concreto di questo percorso: alcuni clienti vengono a cercarci direttamente.È probabilmente uno dei segnali più interessanti che una fiera possa dare.
Non il passaggio casuale davanti allo stand, ma il fatto che un buyer sappia già chi sei, dove trovarti e perché vale la pena fermarsi. Per una PMI, costruire questa riconoscibilità richiede tempo e continuità.
Il Follow-up rapido ed efficace è fondamentale
C’è infine un errore che, a mio avviso, può vanificare anche una buona partecipazione: pensare che il lavoro finisca con la chiusura dello stand.
Un contatto raccolto a Vicenza è molto spesso “soltanto” un’opportunità, che può trasformarsi in risultato concreto quando qualcuno lo ricontatta, quando l’agente di zona passa a trovarlo, quando viene inviata rapidamente la proforma compilata in fiera o quando si risponde altrettanto rapidamente ad eventuali richieste particolari emerse in presenza.
Questa è la parte della fiera che non si vede nei corridoi ed è probabilmente quella che incide di più sul fatturato.
Quindi, VicenzaOro Settembre 2026 è andata bene?
Sì, molto bene, ma non perché lo stand fosse pieno per cinque giorni e nemmeno perché ogni incontro si sia trasformato immediatamente in un ordine.
Non sono mancati i clienti storici italiani, che hanno concentrato soprattutto nella giornata di domenica le loro visite. Per questo tipo di partner, se accompagnati con attenzione individuale e cura, la fiera diventa un momento dove hanno tempo di fermarsi per un caffè, guardare bene le proposte e – di conseguenza – fare ordini più interessanti.
Anche per i clienti storici stranieri, una volta capito l’importanza di incontrarci di persona,funziona nello stesso modo.
Abbiamo altresì acquisito un nuovo Paese nel quale non eravamo ancora presenti, cosa che per una grande azienda può essere una riga in un report, ma per una PMI che sta costruendo progressivamente la propria presenza internazionale è un risultato molto concreto.
Infine, ci sono stati nuovi contatti italiani qualificati, arrivati al nostro stand perché stavano cercando un fornitore ed erano stati indirizzati verso di noi: hanno scelto di venire personalmente a conoscerci, vedere il prodotto e parlare con noi e questo è un ottimo risultato fieristico.
Quest’anno, personalmente, il risultato è stato molto positivo perché – grazie al lavoro di comunicazione e di design dello stand, ora in un padiglione molto importante – abbiamo rafforzato sia la percezione che del nostro brand hanno i nostri clienti storici, sia la carica che hanno i nostri commerciali e agenti: identità forte, segmento target preciso, messaggio chiaro.
La fiera ha fatto quello che doveva fare: gli obiettivi con cui siamo arrivati erano chiari e i risultati sono arrivati.
I numeri ufficiali di VicenzaOro raccontano una manifestazione in crescita e sempre più internazionale. L’esperienza di una PMI racconta un’altra cosa, che non è in contrasto con quei numeri: in una fiera sempre più grande e internazionale, la differenza tra esserci e fare business diventa sempre più sottile, ma anche sempre più importante.
Autrice: Elena Annibali
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